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San Giovanni Rotondo, congresso Pd: c’è l’outsider E’ Antonio Marino già vice segretario del partito

25 Ott
Antonio Marino

L’outsider Antonio Marino

Congresso cittadino del Pd, c’è l’outsider. Antonio Marino, vice segretario dei democratici sangiovannesi, irrompe nella neonata unitarietà trovata dal partito per l’elezione del segretario sezionale che si terrà domenica 27 ottobre. Fino a ieri sera tutto sembrava deciso con la candidatura di Matteo Masciale, noto imprenditoriale della città di san Pio, pronto a raccogliere l’eredità dell’uscente Salvatore Mangiacotti. Invece non sarà così, o meglio non ci sarà una sola proposta per la segreteria di San Giovanni Rotondo.

Marino, l’outsider, contro Masciale, quest’ultimo forte dell’appoggio dell’ormai ex segretario Mangiacotti (il maggior azionista, in termini di tessere, del partito). La conferma della candidatura shock di Marino (da tempo militante democratico) arriva dallo stesso candidato: «formalizzerò entro la giornata di oggi la mia candidatura. Sono uomo di nessuno, senza padroni. Faccio politica per abnegazione e passione. Lontano da interessi e compromessi inaccettabili».

Marino, titolare di uno studio commerciale nel centro garganico, ha condiviso e sposato tutte le battaglie del partito. Finanche quelle più improbabili di vittoria. È stato, forse lo è ancora, l’uomo di straordinaria fiducia della segreteria Mangiacotti. È evidente che il vice segretario non riesce ad accettare la strada indicata dall’attuale establishment democratico sangiovannese, appiattito su una sola alternativa: «dobbiamo scardinare e abbattere ogni porta che separa il partito dalla società civile, abbattere ogni muro e permettere quell’invasione di campo necessaria per riconquistare la  fiducia dei cittadini. È questo il leitmotiv che ha generato la mia candidatura a segretario».

Marino più che un candidato potrebbe apparire come un kamikaze politico. Pronto a morire (politicamente) per affermare la sua idea di partito. Ad iniziare dal cambiamento: «in molti oggi predicano “cambiamento” ma resta attività poco praticata. Esprimo un concetto “civattiano”, senza però collocarmi nei suoi sostenitori –specifica Marino-; le cose cambiano cambiandole. Bisogna avere il coraggio di cambiarle le cose, di cambiare il partito, ma cambiare soprattutto se stessi. In questo io credo fino in fondo. Ed è per questo che propongo la mia candidatura alla segreteria cittadina. Solitaria, coraggiosa, stupida per molti, senza appartenenza. Qualcuno direbbe suicida ma slegata da ogni logica di divisione rispetto alle candidature provinciali e nazionali».

L’ultima stoccata di Marino è dedicata alla dirigenza provinciale: «il valore del nostro circolo ci viene riconosciuto da tutti, i nostri meriti ce li siamo conquistati sul campo, parlano i risultati e le performance elettorali, ma mai sono stati riconosciuti da una classe dirigente provinciale cieca e sorda. Penso che sia arrivato il momento di mettere da parte i rancori e le rappresaglie e dare a questo partito il ruolo che merita. A chi è stato osservatore chiedo di tornare ad essere attore. Il pluralismo è il nostro punto di forza e va coltivato e governato».

Buon congresso a tutti.

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Pubblicato da su 25 ottobre 2013 in Politica

 

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