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Piano Sociale di Zona: Regione blocca 800mila euro San Giovanni Rotondo si candida “Comune capofila”

16 Ott

«La documentazione probante dei procedimenti non risulta trasmessa ai competenti uffici regionali»
ambito«Comunicazione inerente la sospensione del trasferimento delle maggiori risorse finanziarie a copertura della riprogrammazione del secondo Piano sociale di Zona per il 2013 per effetto di inerzia amministrativa». È l’oggetto della missiva 3598 del 16 ottobre inviata dalla Regione Puglia ai sindaci dei quattro Comuni che compongono il Piano: San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo, Rignano Garganico e San Nicandro Garganico. La somma sospesa dagli uffici regionali è cospicua: 818mila euro.

Ripartiti in quattro voci: 188mila 289 euro, Fondo regionale globale socio-assistenziale (FGSA) 2012; 149mila 910 euro, Fondo per la non autosufficienza (FNA) 2009 e  299mila 821 euro (FNA) per il 2010; 180mila 869 euro Fondo nazionale per le Politiche sociali- premialità diffusa.

Migliaia di euro bloccati a Bari a causa di un non «corretto espletamento di alcune procedure amministrative (rendicontazione della spesa sociale 31 dicembre 2012; relazione sociale e allegati tecnici 31 dicembre 2012». Ad oggi, così come scrive l’ufficio regionale, la «documentazione probante l’espletamento dei procedimenti non risulta trasmessa ai competenti uffici regionali».

A colmare il deficit amministrativo, dunque adempiere ai compiti imposti dalla regolamentazione vigente, non è servita neanche la formale «diffida» (3278 del 18 settembre 2013) sanzionata dalla Regione nei confronti dei quattro Comuni facenti parte del Piano. «Con formale diffida ad adempiere – scrivono dall’Ufficio della Programmazione Sociale regionale -, dopo aver constatato, in sede di Conferenza di servizi dell’8 luglio, la situazione di paralisi del sistema locale di servizi socio-assistenziali e socio-sanitari programmati nel Piano sociale di Zona a causa della situazione di grave deficitarietà economico-finanziaria in cui versa il Comune di San Marco in Lamis, che ha danneggiato gravemente anche gli altri Comuni dell’Ambito a causa di una distrazione di fatto dei fondi vincolati già assegnati e trasferiti dalla Regione e la mancata attivazione dei servizi programmati e la grave insufficienza dimostrata dall’Ufficio di Piano rispetto agli obiettivi di trasparenza, correttezza e buon andamento della amministrazione, cui ha inevitabilmente concorso una inadeguata dotazione di personale dell’Ufficio di Piano per numero e per competenze specialistiche, si era provveduto a richiedere atti amministrativi».

Nella stessa data della «diffida» (18 settembre), la Regione ha provveduto «ad inoltrare formale segnalazione alla Corte dei Conti della grave situazione deficitaria e delle presunte irregolarità compiute dal Comune capofila, San Marco in Lamis, nella gestione dei fondi sociali vincolati assegnati all’Ambito». L’Ufficio regionale conclude con una comunicazione lapidaria: «in assenza di adeguate garanzie sul ripristino in tempi brevissimi del Fondo Unico di Ambito per l’attuazione del Piano Sociale di Zona, con fondi già erogati e distratti dai vincoli di destinazione e in assenza di adeguate garanzie sul rispetto dei vincoli per i nuovi fondi da erogare, resta sospeso il trasferimento delle risorse fin tanto che la documentazione non verrà formalmente trasmessa e fino a quando il Servizio Ragioneria del Comune Capofila (San Marco in Lamis) non avrà illustrato dettagliatamente gli adempimenti per il ripristino immediato del Fondo Unico di Ambito».

Sarebbe proprio «l’inerzia amministrativa» del municipio di San Marco in Lamis, quella messe nero su bianco dalla Regione ed inviata anche alla magistratura contabile, che starebbe spingendo gli altri tre Comuni del Piano (San Giovanni, San Nicandro e Rignano) ad abbandonare l’Ambito territoriale capeggiato da San Marco. Decisione che potrebbe cambiare qualora San Marco in Lamis non fosse più il “capofila”. In soldoni: San Marco in Lamis deve mollare la cassa del Piano Sociale.

Avvicendamento di “cassa” che, stando alle insistenti voci, dovrebbe esserci in favore del Comune della città di san Pio. L’unico dell’Ambito, unitamente a Rignano, ad avere i conti pubblici in ordine (per San Nicandro è stato decretato il dissesto finanziario; San Marco in Lamis, Comune strutturalmente deficitario).

Trasferimento di “cassa” che, a quanto pare, sarebbe mal digerito dall’ex sindaco dell’Udc Angelo Cera. Quest’ultimo, forte dell’influenza che ha nei tre Comuni in virtù della carica che riveste a livello provinciale (segretario) e della presenza di alcuni consiglieri comunali marchiati Udc nei tre Comuni, starebbe cercando di scongiurare l’ipotesi di un cambio del Comune Capofila. Un modo, quello di tentare di conservare lo stato dei luoghi, per scongiurare una totale sconfitta politica ed amministrativa dell’Amministrazione comunale sanmarchese targata Cera.

La particolare situazione dell’Ambito territoriale di San Marco in Lamis sarà discussa, secondo indiscrezioni dell’ultima ora, in un incontro che si terrà lunedì (21 ottobre) a Palazzo San Franceasco (Comune di San Giovanni Rotondo) alla presenza dei rappresentanti dei quattro Comuni appartenenti al Piano sociale di Zona.

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Pubblicato da su 16 ottobre 2013 in Attualità, Politica

 

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