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Stato tedesco amico dei tedeschi, quello italiano…

03 Ott

germania-italia3 ottobre 1990. Ventitre anni fa. Germania dell’Est e Germania dell’Ovest diventano un solo Paese: la Germania. Unificazione avvenuta dopo un solo anno dalla caduta del Muro di Berlino (9 novembre 1989). Tra mille sacrifici i due Paesi, Est e Ovest, riescono nell’impresa di costruire una nazione solida economicamente e politicamente forte. In soli ventitre anni. L’Italia è stata “unificata” 152 anni fa e si parla ancora di Nord e Sud.

Le differenze sociali ed economiche tra le due Germanie vengono, pian piano, appianate. La Germania, in poco tempo e dopo aver perso la Seconda Guerra mondiale (sconfitta sottolineata dalle pesanti sanzioni inflitte dalla Comunità internazionale), oggi, detiene la leadership indiscussa (politica, economica e finanziaria) nell’Eurozona e non solo.

Nessun tedesco viene abbandonato dallo Stato. Basti pensare come vieni affrontato il problema della disoccupazione, con un contributo statale che supera i mille euro, e l’assegno familiare che viene riconosciuto per i figli a carico: circa 190 euro a figlio fino al 25esimo anno di età. Sono solo due esempi.

1861. Anno dell’Unità d’Italia. L’Italia diventa un unico Regno. Dopo 152 anni (1861-2013) le differenze sociali ed economiche nel Bel Paese restano evidenti. Segnate da un razzismo (tra italiani) mai sopito. Diversi italiani, del Meridione in particolar modo, sono stati abbandonati dallo Stato. La tanto decantata “famiglia italiana” combatte ogni giorno per far quadrare (quelli che possono) i conti. Le medesime sono considerate “famiglie fortunate”.  Altre, ormai, sono clienti fisse delle mense della Caritas. I figli sono un problema. Un grande problema. Innanzitutto economico. Senza un lavoro, fisso o a tempo che sia, mettere su famiglia è impresa che riesce a pochi. I rischi sono tanti.

Poche righe. La lista sarebbe lunghissima.

Una sola considerazione: in 23 anni lo Stato tedesco ha dimostrato di essere Amico dei tedeschi. In 152 anni lo Stato italiano ha dimostrato di essere Amico di quei circa mille rappresentati del popolo che siedono sulle poltrone romane. Per  la restante popolazione italica resta il “nemico pubblico numero 1”.

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Pubblicato da su 3 ottobre 2013 in Attualità

 

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