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Il primo giorno di scuola

12 Set

cartella

di Giovanni Impagliatelli

Oggi è ricominciata la scuola, come ogni anno, come accade da sempre. Con emozioni, sentimenti e responsabilità diverse. Questo mondo fantastico dove tutto ha inizio per la formazione dei bambini, così delicato, importante e malinconico. È una tradizione che si tramanda da padre in figlio.

Ogni volta che un uomo guarda suo figlio/a prepararsi per il primo giorno di scuola capisce che il tempo passa e che il bimbo non è altro che la storia dell’uomo che si sussegue, perché il bimbo è semplicemente il padre tornato indietro con la macchina dei ricordi.

Oggi passando da mia madre ho rivisto, dopo tanto tempo, la mia vecchia cartellina marrone del mio primo giorno di scuola. Perfettamente conservata. C’era dentro il grambiulino nero ed il primo quaderno con il mio nome e quello della mia maestra, Maria De Cata.

Sono passati 38 anni, pochi nella storia dell’umanità ma tantissimi nella vita di un uomo, ma il ricordo è indelebile. I ricordi della scuola sono proprio come un buon vino, più invecchiano e più diventano dolci, struggenti da conservare e tramandare alle nuove generazioni per spiegare quanto è importante la scuola e quanta dolcezza ti lasci quel ricordo con l’avanzare dell’età.

Nonostante la crisi, i tagli, politiche sbagliate, la scuola, specie quella italiana, rimane un punto fermo e saldo della nostra società. Una istituzione che ha sempre funzionato e che funzionerà, proprio perché quel mondo è basato interamente sulla  cultura e qualsiasi cosa si fondi sulla cultura non potrà mai fallire.

Cosa dovremmo insegnare ai nostri figli parlando dell’importanza della scuola? Sicuramente dovremmo spiegarne la dolcezza dell’apprendimento come si usa fare nella tradizione ebraica. Uno dei testi biblici più usati riguardanti l’educazione (Prov. 22:6) recita «Inculca al fanciullo la condotta che deve tenere; anche quando sarà vecchio non se ne dipartirà». Infatti nella tradizione ebraica l’importanza della scuola la si capisce chiaramente nella sua ritualità. In tale tradizione il primo giorno di scuola è una ricorrenza gioiosa, tutta la famiglia si veste con abiti eleganti ed accompagna a scuola il figlio, dove gli viene servito del buon pane a forme di lettere dell’alfabeto intinto nel miele per far si che la dolcezza dell’apprendimento resti impressa nella sua memoria: “Oh come son dolci le tue parole al mio palato ! Son più dolci del miele alla mia bocca” (Sal.119:103), come sostiene il Bruner nel suo saggio questo è un modo emblematico e simbolico di trasmettere il gusto e la voglia di apprendere, un modo per fare dei genitori i più validi alleati della scuola nel sostenere la dolcezza dell’apprendere. Quanto sono importanti le famiglie e quanto sono importanti gli insegnanti. I nostri maestri di vita. Rispettiamoli, onoriamoli, aiutiamoli.

Che parta dal nostro blog il più fervido augurio agli insegnanti, al personale docente e non docente, ai genitori, alle famiglie e soprattutto un abbraccio affettuoso a tutti gli studenti. Pensate al giorno in cui  accompagnerete vostro figlio/a a scuola e pensate allo stupore che avrete nel rivedere la vostra cartellina dopo 40 anni. Riscoprirete che la dolcezza dell’apprendimento è un gusto che non si perde mai.

“Ho conosciuto il mare meditando su una goccia di rugiada” (Kahlil Gibran) 

 

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2 commenti

Pubblicato da su 12 settembre 2013 in Attualità

 

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2 risposte a “Il primo giorno di scuola

  1. Luigi Placentino

    12 settembre 2013 at 21:13

    grazie 🙂

     
  2. Gianni Impagliatelli

    13 settembre 2013 at 10:37

    in bocca al lupo a tutti voi Gigi 😉

     

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