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Un “calcio” diverso in un torneo unico

30 Ago

Luigi Placentino

di Luigi Placentino

Torneo Santa Maria, 15esima edizione, appuntamento semplice ma unico nel suo genere. Diverse le cose che lo rendono diverso da tutti gli altri tornei.Innanzitutto, ciò che ancora più di qualcuno non riesce a comprendere: tutti devono giocare gli stessi minuti (a prescindere dal risultato e dalla volontà dei singoli giocatori) con cambi programmati, pena la sconfitta a tavolino. La logica del risultato ne è stravolta. «Come, stiamo perdendo, e dobbiamo far uscire il migliore della nostra squadra?»;  «come, se voglio uscire io, perché me lo dovete impedire? ». Si, è vero, è proprio così: in questo torneo costringiamo gli atleti a restare in campo se non hanno giocato il tempo prestabilito e li obblighiamo ad uscire se hanno sforato con il minutaggio.

L’iscrizione è singola, io verso la quota, e poi aspetto di vedere in quale squadra sono capitato. Un comitato organizzatore passerà ore ed ore di un intero pomeriggio a cercare di creare squadre il più possibile “equilibrate”. Anche questo aspetto, ora un po’ più diffuso, era alquanto singolare quando siamo partiti nel lontano 1999. Erano tanti coloro che non s’iscrivevano per la “paura” di giocare con il peggiore degli incubi: “l’estraneo”. Nonostante ciò, ancora oggi riceviamo pressioni per «capitare in squadra con Tizio» e per «non capitare in squadra con Caio». La nostra risposta, anche qui, scorbutica e ferma, è quella che nega ogni apparentamento e ogni “discriminazione” tra essere umani calciatori. La nostra storia è ormai piena di amicizie nate dopo il torneo.

L’ “alone Fair play” che copre un po’ tutte le gare è anch’esso particolare. Di cosa si tratta? Se si viene a vedere una partita del torneo e si drizza un po’ l’orecchio, non passa molto tempo, prima di sentire espressioni del tipo «È il torneo Santa Maria, stiamoci calmi»; «è il torneo Santa Maria, non dite parolacce»; «è il torneo Santa Maria, non è la Champions League». Espressioni che fanno sorridere perché danno per scontato che in altri ambiti è lecito avere “atteggiamenti verbali e non” più violenti e che in questo torneo  non si deve cercare di vincere comunque. E il sorriso aumenta,quando poi ci si accorge che, nonostante tutto, nel nostro torneo, purtroppo, non mancano, spesso, parole o atteggiamenti scorretti. Comunque l’alone resta e chissà che comunque non condizioni positivamente più di qualcuno.

Altro aspetto su cui voglio soffermarmi, anche se, di per se, non è affatto raro, è quello relativo alla beneficienza. La quota che ciascun giocatore versa, contribuisce a portare avanti, da anni ormai, un progetto di adozione a distanza.  A noi è stato affidata una bambina (ormai ragazza) del Kossovo. Il nostro divertimento, permette,  a lei, di avere testi scolastici, scarpe nuove e tutto il necessario per rendere la sua esistenza più dignitosa. Sarebbe bello, se in futuro, potessimo rispondere alle sue lettere, con scritti e pensieri dei tanti che giocano che sono un po’ come il suo “papà”.

Ritengo, con la voglia di essere smentito, che questo torneo, sia l’unico (o quasi) che viene disputato, nel nostro paese (per adulti) senza nessun (reale) scopo di lucro. Da sempre siamo stati fermi e chiari nel dire, a chi aveva intenzione di darci una mano, che lo si fa per puro spirito di volontariato e che tutti devono versare la loro quota. La nostra preoccupazione è che tra spese (costo del campo, adozione, trofei, cartucce per la stampa) e introiti (le 17 euro d’iscrizione singola)  il risultato finale non deve registrare alcun “avanzo”. Nessun “rimborso”, seppur simbolico, deve entrare nelle nostre tasche. Se in passato qualcosa (poche decine di euro) è avanzato, è stato utilizzato per acquistare materiale utile per il torneo.

Altra caratteristica di questa nostra manifestazione è l’assenza di informazioni mediatiche riguardo a risultati, gare, classifiche ecc. A dire il vero, diventa un’impresa trovare informazioni anche al campo. Motivo? Il torneo vuole creare un occasione di incontro serale alle famose scale di Piazza Padre Pio. Se volete conoscere l’andamento del torneo, chiacchierare, commentare quello che è accaduto nella giornata calcistica appena terminata, non dovete utilizzare nessun strumento tecnologico: dovete alzarvi dalle vostre poltrone e raggiungerci in Piazza Padre Pio. In verità, si è perso molto quello spirito che negli anni passati rendeva “le scale” una vera e propria “Domenica Sportiva”. Oggi, magari si passa, si vedono i risultati, le pagelle, le foto e poi tanti vanno via. Noi,però,insistiamo, e invitiamo, nell’era del trionfo del virtuale, ad incontrarci nella realtà nonostante (o proprio per questo) sia molto più scomodo.  Non siamo degli analfabeti informatici, la tecnologia la usiamo per rendere sempre più veloce e sofisticata la raccolta dati di ogni gara, ma per il resto siamo gelosi della natura semplice e tradizionale del Torneo.

Un ultimo elemento che vorrei sottolineare è quello che forse in un certo senso contrasta con lo “spirito cristiano” del Torneo. Chi può partecipare? In teoria tutti coloro che hanno almeno compiuto 14 anni. In pratica noi accettiamo molto volentieri coloro che non giocano da nessuna parte, meglio ancora se sono universitari che, dopo tante fatiche, vogliono divertirsi un po’, o ragazzi e adulti che magari non giocano mai a nessun torneo perché mai inseriti in squadre e che qui possono finalmente farlo. Tutti gli altri? I tesserati o comunque coloro che fanno la differenza? Su costoro si cerca di fare una certa selezione. A nessuno ci siamo mai permessi di dire “no” se davvero ha chiesto di iscriversi, ma a tanti si è fatta una certa pressione a non farlo o a farlo comprendendo bene il vero spirito del Torneo.  L’iscrizione è a numero chiuso. Il numero dei partecipanti è sempre lo stesso, il numero delle squadre anche; i primi 80 che s’iscrivono partecipano. Ma, non vi nascondiamo, che abbiamo una certa preferenza sul tipo di giocatore.

Lo so, siamo strani, ma se da 15 anni continuiamo con successo in questo piccolo e intenso appuntamento, credo che probabilmente, il pacchetto che offriamo non è proprio male.

Perché questo articolo? Semplicemente per farvi conoscere questa realtà che, per scelta, non è mai stata pubblicizzata e per (perché no?) invitarvi tutte sere a vedere le gare o a passare dalla Piazza. Le finali saranno disputate lunedì 2 settembre dalle 19 in poi. Le gare si giocano al Campetto attiguo alla Scuola Media Pascoli (gestito dalla Scuola Calcio Real).  Vi aspettiamo e se mi sono fatto capire e tutto questo vi piace, vi aspettiamo il prossimo anno per le iscrizioni. Occhio però a fare in fretta.

torneo foto

 

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5 commenti

Pubblicato da su 30 agosto 2013 in Racconti

 

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5 risposte a “Un “calcio” diverso in un torneo unico

  1. alex

    30 agosto 2013 at 14:06

    Prof continua per la strada intrapresa ormai da anni….Stanne certo…è quella giusta, a cui tanti di noi dovremmo accodarci…ben fatto
    Alessandro Marcucci

     
  2. Luigi Placentino

    30 agosto 2013 at 18:06

    grazie… ma al torneo voglio anche te .)

     
  3. Alessio Martino

    31 agosto 2013 at 01:13

    Grande iniziativa, un vero peccato non essere stato dei vostri, un grande rammarico.
    Proprio per agganciarmi al concetto di “o ragazzi e adulti che magari non giocano mai a nessun torneo perché mai inseriti in squadre e che qui possono finalmente farlo.” mi viene da dire: <> 😉

     
  4. Alessio Martino

    31 agosto 2013 at 01:14

    mi viene da dire: perchè non farlo anche in inverno?

     
  5. Luigi Placentino

    31 agosto 2013 at 12:34

    Il torneo è nato per onorare la Madonna in questa importante festa.. e se anticipiamo un pò le date è solo per far giocare gli universitari. Un altro motivo per non farlo in inverno

     

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