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Rifiuti, porta a porta: siete su scherzi a parte

06 Ago

rifiuti e soldiPuntozero. Annozero. San Giovanni Rotondo, una nuova telenovela: avvio raccolta differenziata. Si. No. Forse. Il mancato avvio della raccolta differenziata porta a porta potrebbe portare ad elezioni anticipate. Ad un primo accordo tra Comune e azienda, seguirebbe un parere tecnico negativo. Dunque tutto bloccato. Bisogna ripartire. Anche per quest’anno, come gli altri passati, San Giovanni Rotondo potrebbe restare senza ciclo integrato dei rifiuti.

Non c’è santo che tenga “sta raccolta differenziata porta a porta non sa da fare”. Sembrava essere ad un passo dall’avvio (http://michelegemma.com/2013/08/01/san-giovanni-rifiuti-da-ottobre-raccolta-differenziata-su-tutto-il-territorio-comunale/). Invece no. Come un fulmine a ciel sereno sarebbe arrivato il “niet” del dirigente comunale del IV settore, Benedetto di Lullo.

Diversi i punti che avrebbero spinto “l’importante e plurincaricato” dirigente del Comune di san Pio ad esprimere parere negativo sull’estensione del “porta a porta” nel centro garganico. Parole d’ordine «evitare salti nel buio». Prevedendo due fasi.

La prima: di tipo transitorio con durata idonea e non inferiore a cinque mesi, avrebbe la funzione di verificare concretamente “sul campo” le previsioni di incremento della raccolta differenziata. La seconda: capitalizzare le conoscenze operative acquisite sul campo quindi contrattualizzare, a regime, un nuovo modello di raccolta.

Al dirigente pare non sia andato giù il contenuto del fax spedito dalla Lombardi Ecologia il 30 luglio. «Tuttavia –avrebbe scritto Di Lullo nella sua relazione -, senza alcuna motivazione, la ditta Lombardi ha ritenuto di dover modificare, unilateralmente, i termini di quanto definito in precedenza (negli incontri preliminari) ponendo a carico di questa Amministrazione un ulteriore onere finanziario di 56mila euro a copertura dei maggiori costi necessari per impiegare in full-time il personale attualmente impiegato in part-time». Modifica al capitolato iniziale, quello sul quale l’azienda barese si è aggiudicata l’appalto di raccolta e smaltimento rifiuti, che «non viene affatto giustificata così da non poter essere verificata e condivisa sotto il profilo tecnico». Ovvero: parere tecnico negativo.

Di Lullo, nelle sue considerazioni generali messe nero su bianco ed inviate al sindaco Pompilio e all’assessore all’Ambiente, Teresa Sauchelli, non riesce ad inquadrare, in una gestione ottimale, l’aumento di spesa a carico del Comune di 56mila euro. Sott’accusa «l’integrazione monte ore del personale con  18 ore giornaliere (equivalenti a tre unità operative) le quali potrebbero essere compensate, quanto meno nella prima fase di attivazione del servizio, con una diversa articolazione dei cicli di raccolta su base settimanale. Onere irrilevante, sotto il profilo della funzionalità, soprattutto se riferito ad una gestione ottimale, come rappresentato nello studio effettuato da Tornavacca (il tecnico che ha stilato il modello progettuale cui fare riferimento per la definizione di possibili varianti al servizio di raccolta, ndc), in grado di garantire il raggiungimento degli obiettivi minimi prefissati (il 40 per cento)».

Il diniego tecnico è racchiuso nel ritenere che «tale incremento orario (più ore di lavoro, ndc) abbia una utilità assolutamente marginale ed irrilevante tanto da poterne fare a meno in quanto facilmente compensabile con diverse forme di articolazione del servizio».

Intanto il tempo passa. La percentuale di raccolta differenziata nel Comune di San Giovanni, ferma al 13 per cento, è ben al di sotto dei valori minimi imposti dalla Regione Puglia, quel 40 per cento da raggiungere entro la fine dell’anno. Pena l’aumento esponenziale dell’ecotassa, a carico dei cittadini. Già vessati dall’introduzione dell’Irpef comunale e dall’aumento della percentuale dell’Imu sulle seconde case. Senza tener conto della Tares (la vecchia Tarsu).

Il potenziamento e l’estensione, a tutto il territorio comunale, della raccolta “porta a porta” per ottenere una maggiore percentuale di rifiuti selezionati, è tra i punti sottoscritti dalle attuali forze di governo cittadino (Udc, UdCap, Scelta Civica, Psi, Fli e parte del Pdl) al momento dell’ingresso (marzo 2013), nelle fila della maggioranza, del partito dell’Udc e quello di Futuro e Libertà. Dunque se è vero quello che hanno più volte ribadito gli esponenti dei due parti (Udc e Fli, contano tre consiglieri comunali) «se non si dovessero raggiungere gli obiettivi amministrativi prefissati si potrebbe andare a nuove elezioni», il possibile mancato inizio della raccolta differenziata con l’estensione del porta a porta a tutto il territorio comunale potrebbe costare caro al centrodestra sangiovannese. Sempre che, Udc e Fli non tornano sui propri passi, sbugiardo se stessi, o, come già accaduto circa quattro mesi fa, Pompilio non riesca ad imbarcare altre forze che oggi sono all’opposizione per creare una ulteriore nuova maggioranza e continuare ad occupare lo scranno più alto di Palazzo San Francesco.

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4 commenti

Pubblicato da su 6 agosto 2013 in Attualità

 

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4 risposte a “Rifiuti, porta a porta: siete su scherzi a parte

  1. Roberto Palladino

    6 agosto 2013 at 15:02

    Questo il link del consorzio che gestisce, direi in maniera quasi eccellente, la gestione e raccolta dei rifiuti nella mia cittadina di adozione Preganziol (TV), dove la differenziata supera abbondantemente l’80%. Ma un aspetto è bene sottolineare: per quanto efficiente sia il servizio di raccolta e gestione, il tutto non può esser scevro da un innato senso civico di ogni singolo cittadino che, ahimè mi tocca dirlo, nella nostra bella cittadina di San Giovanni Rotondo sembra esser alquanto raro e impercettibile.
    http://www.consorziopriula.it/ecosportelli.php

     
    • michelegemma

      6 agosto 2013 at 15:04

      Giustamente come dice Roberto il tutto “non può essere esser scevro da un innato senso civico di ogni singolo cittadino”. Grazie per il link

       
  2. alex

    7 agosto 2013 at 20:51

    Ma cosa si sono messi nel cervello i nostri politicanti insieme ai loro eccellenti dirigenti comunali….pagati profumatamente..!!…oltre a insistere a spillarci i pochi soldi che guadagniamo con il sudato lavoro, vogliono portarci a mangiare alla mensa dei poveri? E quando i politici si decidono a prendere decisioni anche drastiche affinché tutti i dipendenti comunali facciano il loro dovere in tutti i sensi….dirigenti compresi…

     
    • michelegemma

      7 agosto 2013 at 23:50

      Alex hai centrato il problema! Da tempo, sul blog (nell’archivio potrai trovare diversi post a riguardo), nel nostro piccolo, abbiamo lanciato l’allarme sui nuovi “Mammasantissima”, i dirigenti pubblici appunto, che fanno e sfanno a loro piacimento. Confinando, di fatto, la politica ad un ruolo secondario. Non è un caso se, utilizzando una metafora culinaria, abbiamo definito la politica (quindi chi la rappresenta) un secondo piatto o al massimo un contorno nel menù dell’amministrazione pubblica. Grazie per il tuo intervento, continua a suguirci…

       

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