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Divorzio Udc- Scelta Civica, ballano diverse Amministrazioni comunali

23 Giu

compromessoLa separazione tra Udc e Scelta Civica rappresenta l’ennesimo finale nella diaspora democristiana in atto da tanti, troppi, anni. E, come tutte le separazioni, il rapporto tra Casini e Monti finisce con una serie di accuse. Quella principale? La sete di potere, l’occupazione delle poltrone. La data ufficiale della rottura del fidanzamento tra i due partiti, durato poco più di sei mesi, è stata individuata: 20 luglio. Giorno dell’Assemblea nazionale programmatica uddiccì. Entrambi i partiti viaggiano su percentuali di voti ad una sola cifra.

I sondaggi (per chi ci crede) danno l’Udc in ripresa, dall’1,7 al 2,5 per cento. Per contro segnano un crollo di consensi per il partito dei professori. Sarebbe stato proprio questo il dato che avrebbe, di fatto, accelerato lo strappo tra le due anime centriste. Il partito delle due “C”, Cesa-Casini, vorrebbe ripartire con la propria azione anche in vista dei futuri appuntamenti elettorali, tra i quali quello del rinnovo del Parlamento europeo in programma nella primavera del 2014.

A Roma, alla Camera e al Senato, i rappresentati dell’Udc (pochi) e quelli di Sc sono costretti alla coabitazione nello stesso gruppo parlamentare. Convivenza forzata che non sta bene, leggendo le cronache della stampa nazionale, ai montiani. La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe stata l’atteggiamento poco ortodosso assunto dal deputato Angelo Cera, qualche giorno fa, nei confronti dei deputati grillini e le modifiche richieste da Sc per gli incarichi nelle partecipate ignorate da Casini.

Nel frattempo il professore, Mario Monti, e i suoi seguaci, partono con il tesseramento per trasformare Scelta Civica in partito. In alcuni territori, vedi la Capitanata (Foggia e provincia), per organizzare al meglio lo squadrone arrivano anche le nomine (direttamente da Roma) alla carica di coordinatore provinciale. Ed è nei territori che potrebbero consumarsi le battaglie più dure. Contrassegnate da adesioni di interi gruppi consiliari, o singoli amministratori, all’uno o all’altro partito. La presenza dei due partiti nelle Amministrazioni locali è elevata. La sensazione è che molte di queste subiranno le conseguenze della separazione tra Sc e Udc. In altri termini, il destino di diversi governi cittadini potrebbe dipendere dall’esito della lotta che sta per iniziare tra gli uddiccì e i civici.

Un dato è certo, sia Scelta Civica che l’Udc dovranno scegliere con chi allearsi. Il progetto centrista, Terzo Polo, è fallito! Con le due forze politiche alleate. Le strade, per centristi e montiani, restano due: o Partito Democratico o Popolo delle Libertà.

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Pubblicato da su 23 giugno 2013 in Politica

 

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