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Sicurezza sul lavoro: dobbiamo aspettare il morto?

10 Giu
San Giovanni Rotondo, operaio sul tetto

San Giovanni Rotondo, operaio sul tetto

Rischi e norme di sicurezza sul lavoro completamente ignorate. Accade ovunque. Nel Nord come del Sud dell’Italia. Dunque anche a San Giovanni Rotondo. Nella città di san Pio sono pochissimi i cantieri che rispettano la normativa di sicurezza. Basta fare un giro nella periferia della cittadella garganica, ricca di strutture in costruzione, per rendersi conto del problema. Ma non solo in periferia. Anche nel centro cittadino è evidente lo stesso dramma (vedi foto, operaio sul tetto di una abitazione in pieno centro che effettua lavori privo della minima strumentazione e dotazione di sicurezza).

Sui tetti, sui ponti in ferro, sulle scale ci sono lavoratori. Pochi indossano protezioni. Pochissimi mettono in pratica il manuale della sicurezza. A decine di metri d’altezza si lavora privi di qualsivoglia strumentazione di ancoraggio. Bisogna essere un po’ pazzi e molto fortunati. Basterebbe mettere un piede fuori posto per far accadere quello che nessuno vorrebbe: un morto!

Da qualche tempo la sicurezza sul lavoro è diventato argomento secondario. La crisi economica che, da circa quattro anni, sta attanagliando l’Italia, con relative perdite di occupazione, ha fatto passare ad un livello inferiore la tematica della sicurezza. Meglio morire su un cantiere che di fame. Sembra essere questo il motto che, tanti operai, hanno incamerato nel proprio cervello.

Nel giro della periferia è facile incrociare, con lo sguardo, qualche lavoratore che incolla guaina impermeabile sui tetti. La dotazione antinfortunistica, comunque di sicurezza, è, per voler usare un eufemismo, spartana. Minima. Anzi al di sotto dell’essenziale. Perlomeno quella estiva: occhiali da sole, pantaloncini, di tanto in tanto una canotta, cappello con visiera, calzini corti e scarpe (queste si antinfortunistiche). In pratica, degli obblighi e dei divieti previsti dalla Legge neanche l’ombra.

Nei cantieri della zona esterna al centro abitato la mancata osservanza delle norme di prevenzione di infortuni e morti sul lavoro è una regola. Chi andrebbe mai ad impicciarsi di come si lavora nei cantieri di campagna o ubicati al di fuori della cintura urbana? Qualche controllo, delle autorità predisposte, a dire il vero, c’è stato. Qualcuno ha beccato il verbale. Ma niente di più. Formazione e sensibilizzazione sull’argomento pari a zero.

La preoccupazione c’è. Senza aspettare che ci scappi il morto!

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Pubblicato da su 10 giugno 2013 in Attualità

 

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