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Senza lavoro, futuro e Marò; l’unico che festeggia è Napolitano!

02 Giu
Vignetta di Pillini

Vignetta di Pillinini

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è proprio uno spasso. Dice agli altri di risparmiare sulle cerimonie del 2 Giungno, festa della Repubblica, ma dimentica che due Marò sono prigionieri in India, che i suoi confort costano 228milioni di euro l’anno e che, comunque, la “sobrietà” del 2 Giugno 2013 costa agli italiani oltre 2 milioni di euro.

1.800 collaboratori. Un aumento di oltre il 50 per cento negli ultimi anni. Altro che posti nella scuola o nella sanità. Un esercito. L’imperatore del Giappone dispone di un personale composto da circa 1.000 unità. Napolitano non solo può contare su un esercito lautamente pagato, ma anche di mezzi di trasporto (aria, mare e terra, per lo sbarco su Marte ho saputo che si sta muovendo qualcosa) con i quali può girare in lungo e in largo l’Italia. I suoi 2555 giorni (fino alla seconda elezione), sette anni, trascorsi al Colle sono  costati agli italiani 1596 milioni di euro. Ovvero 624mila euro al giorno, 26mila euro l’ora (centesimo in più centesimo in meno). Cifre da capogiro rispetto al suo modesto stipendio che si aggira ai 20mila euro mensili. Lordi per carità. Come lordi sono i 14mila percepiti da Hollande, il presidente della Francia, che ha molte più responsabilità verso i cittadini rispetto al nostro Presidente. Come non netti sono i 136 milioni di euro sborsati dagli americani per il mantenimento della Casa Bianca, la quale rappresenta una Nazione cinque volte superiore a quella italica.

Oggi c’è un bel niente (avrei voluto utilizzare altro termine, sic!) da festeggiare. Le parole onore e patria, se hanno ancora un senso ed un valore, devono essere lo stimolo per alleviare le sofferenze dei milioni di italiani che vivono in povertà. Che sono costretti ad umiliarsi per un lavoro. Ad elemosinare un pezzo di pane. Che devono scavare nei bidoni della monnezza  per avere un cambio stagionale di vestiti. Di questa Repubblica gli italiani non sanno che farsene. Delle beghe tra l’ex ministro della Difesa, Ingnazio La Russa, e una parte del Popolo delle Libertà, sull’utilizzo o meno delle PAN, Pattuglia acrobatica nazionale (Frecce Tricolori) da far esibire a Roma nel corso della parata militare, gli italiani, se ne sbattono altamente.

La festa della Repubblica è rinviata a data da destinarsi!

 

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Pubblicato da su 2 giugno 2013 in Attualità

 

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